Bambini, scuola e lavoro ai tempi della globalizzazione

Negli ultimi decenni, possiamo dire che il mondo in cui viviamo si è decisamente e completamente globalizzato.
Ma cosa si intende esattamente con questo termine? In parole semplici, globalizzazione è quel processo per cui ciò che accade in una parte del mondo ha ripercussioni sul resto del pianeta.
I contatti tra gli Stati, dapprima prevalentemente economici, successivamente ad ogni livello (politico, culturale, geofisico) sono costituiti da un intreccio così fitto e diversificato di filamenti da divenire interdipendenti tra loro. L’effetto di questo fenomeno, che ci piaccia o no, si ripercuote sulla vita di chiunque e cambia in maniera sostanziale anche la percezione del nostro modo di vivere.
Lo si comprende, per esempio, dalla possibilità di viaggiare da un luogo all’altro in modo semplice ed economico. Solo 30 o 40 anni fa i viaggi in aereo erano appannaggio unicamente di un gruppo ristretto di persone, ora sono alla portata di chiunque!
Anche l’emergenza sanitaria da Covid-19, che stiamo ancora cercando di arginare, trova la sua origine nella globalizzazione e sempre nella globalizzazione trova la sua ragione nel continuare ad esistere viaggiando da un continente all’altro.
La globalizzazione ha portato a vivere un mondo sempre più interconnesso, sempre più vicino, anche se le persone fisicamente sono lontane: tramite internet si può virtualmente stare insieme a chiunque! Si abbattono tutte le distanze, nel bene e nel male.

Culturalmente, la globalizzazione ha avuto come conseguenza una comunità molto più eterogenea. Nelle nostre scuole ora non ci sono solo bambini di una certa etnia ma anche africani, cinesi, del sud-est asiatico, del latino Amerina o dell’Europa dell’est (praticamente di ogni continente) che portano con loro la propria cultura, le loro differenze. In questo contesto è imperativo aprirsi all’altro, cercare di comprenderne gli stili di vita, le ideologie, i modi di pensare.
Sicuramente ci si è arricchiti molto dal punto di vista culturale e le nostre menti si sono aperte, ma ci sono anche ancora tante sfide che dobbiamo affrontare. Una di queste, per esempio, è l’ingresso nel mondo del lavoro, che ad oggi, richiede in modo sempre più tassativo, la conoscenza di una lingua straniera in modo fluido, come se fosse la propria lingua madre. L’inglese ormai è diventata la lingua ponte per comprendersi con tutti, la lingua ufficiale della globalizzazione, e chi non la conosce, rischia di rimanere escluso, e non solo dal mondo del lavoro.

La scuola bilingue

È in questo contesto, che si sono affermate diverse scuole bilingue. Sono tanti infatti i genitori che, con un occhio al futuro dei propri figli, scelgono una scuola bilingue ovvero una scuola che aiuta chi la frequenta a dominare una lingua straniera come se fosse la sua e percepire il mondo non diviso in singoli Stati, ma come un unico grande territorio dove non esistono confini e dove ci si può muovere in totale libertà.
In una scuola bilingue, come questa per esempio, come dice il nome stesso, la lingua straniera è molto più presente e il programma di studio non è ridotto al solo insegnamento dell’idioma ma anche all’insegnamento in lingua di altre materie didattiche (ad esempio scienza, storia). Generalmente i docenti sono madrelingua, anche per insegnare la giusta inflessione dei vocaboli e la corretta sintassi grammaticale.
In questo modo i bambini hanno la possibilità di imparare in modo naturale, anche attraverso il gioco e altre attività ludiche. Il confronto con altre culture diventa così una costante del loro percorso di studi, che parte dal mondo dell’infanzia fino alle scuole superiori.

Le scuole bilingue offrono sicuramente maggiori vantaggi e la possibilità di sviluppare processi mentali diversi. Un bambino che impara due lingue contemporaneamente, avrà inoltre un cervello più “elastico” rispetto a quello che comunica in una lingua soltanto e questa maggiore elasticità si ripercuoterà molto probabilmente anche in una maggiore capacità di relazionarsi con persone e ambienti diversi da quelli a cui siamo abituati, oltre a una spiccata inventiva che, a posteriori, potrà dare sicuramente dei vantaggi.

Un bambino che ha avuto la possibilità di seguire gli studi in una scuola bilingue sarà sicuramente un adulto che, non solo potrà entrare nel mondo del lavoro con più facilità, ma adattarsi ad un mondo sempre più globalizzato e cambiante con minori difficoltà, magari anche cercando il cambiamento invece di ostacolarlo.

Se non avete mai preso in considerazione l’idea della scuola bilingue, questo è il momento per farlo, pensando a questa scelta come ad un investimento sul futuro dei nostri figli.