Smettila di reprimere tuo figlio

In questi giorni sto leggendo un libro molto conosciuto e discusso “Smettila di reprimere tuo figlio”. Dopo essere stato rifiutato nel giro di 2 anni da una decina di case editrici questo libro ha scalato la classifica di 3 librerie on-line ed è entrato nella cerchia dei Bestseller con 10.000 copie vendute in 2 mesi dall’uscita.
Si tratta di un libro molto interessante che però credo vada preso come spunto di riflessione e non come manuale delle istruzioni.
Scritto a quattro mani da Roberta Cavallo e Antonio Panarese, formatori specializzati nell’infanzia secondo natura, consulenti genitoriali e fondatori di BIMBIVERI; è un libro molto forte, un po’ come una seduta dallo psicologo che ti costringe ad un viaggio interiore non indifferente mettendoti seriamente in discussione. E’ un libro genuino, che fa bene al cuore, e il suo obiettivo è mostrare come non servano grandi conoscenze per educare, ma poche e semplici accortezze, in primis quella di imparare a osservare i bambini perché solo loro possono dirci quello di cui hanno bisogno.
Le leggi di Madre Natura non sono le stesse che ci sono state inculcate, quelle con le quali magari siamo stati cresciuti noi stessi ed i nostri genitori prima di noi. E’ infatti, un problema comune che si riscontra nei genitori, quello di educare i figli allo stesso modo in cui sono si è stati educati, e spesso questo implica aver ricevuto un’educazione che può aver soffocato talenti e passioni.

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Leggendo il libro potrebbero tornare in mente episodi d’infanzia e adolescenza, episodi più o meno belli. A me è capitato e non sempre è stato piacevole, ma mi ha permesso di vedere le cose con occhi diversi.
Il nostro corpo ci parla e anche i nostri bambini ci mandano innumerevoli segnali; dobbiamo solo imparare ad ascoltarli e stimolarli a tirar fuori ciò che hanno dentro.

Personalmente ho trovato diversi punti interessanti e di riflessione, soprattutto perché il genitore viene continuamente invitato a guardarsi dentro per leggersi ed analizzarsi.
Sono pienamente d’accordo sul fatto che ai nostri figli debba essere donato amore incondizionato, che vadano ascoltati, capiti, amati sempre e comunque, accettati per quello che sono, valorizzati in ogni momento della loro vita, stimolati ed incentivati anche ponendoci come modello di educazione e comportamento, con trasparenza, sincerità e rispetto per guadagnare la loro totale fiducia. Durante i primi 7 anni infatti i bambini apprendono attraverso l’imitazione degli adulti e degli stimoli proposti, quindi l’insegnamento migliore è certamente il buon esempio.
Sono un po’ meno d’accordo su alcuni aspetti un po’ eccessivi come il non sgridare un bambino in determinate circostanze perché secondo Madre Natura lui ha sempre un buon motivo per essersi comportato così (ha un buon motivo per fare i capricci, per non mangiare, per non dormire ecc); oppure non riesco a condividere l’idea della troppa libertà di azione come il non vietare un’azione di pericolo ma tentare di assecondarla nel modo meno pericoloso; come non condivido l’invito a partorire in casa per evitare stress ed avere un legame più intimo con il proprio bambino, anche perché i rischi a cui si va incontro sono davvero innumerevoli e qualsiasi ostetrica lo sconsiglierebbe vivamente!
Concordo sull’invito a ridurre l’uso dei farmaci, stimolare i bambini al gioco all’aria aperta, seguire un’alimentazione sana e ricca di frutta!
Credo che un atteggiamento genitoriale troppo severo, distaccato e totalitario finisca inevitabilmente per soffocare, reprimere o portare al malessere il bambino ma sono anche convinta che con le giuste maniere ed amore infinito sia indispensabile dare delle regole perché nonostante l’ascolto di Madre Natura, non siamo animali e la società in cui viviamo richiede anche una certa etica ed una certa educazione che nulla ha a che vedere con il reprimere un bambino!
Credo sia un libro che merita di essere letto, anche solo per fare un passo indietro e pensare. Lo consiglio a chiunque voglia prendersi cura dei bambini e abbia il coraggio di rimettere tutto in discussione: non solo le teorie pedagogiche ma anche e soprattutto se stesso e la sua storia.

Fai di tutto per essere felice, risolvi i conflitti con il passato, amati e realizza te stesso. L’apatia, la rabbia, il rancore sono contagiosi. Tuo figlio ti osserva e ti imita o comunque, anche senza volerlo, assorbe i tuoi atteggiamenti e le tue ferite. Se vuoi che sia davvero felice, iniziare da te è il modo più semplice. [cit]

 

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4 Comments

  1. che bello questo libro.. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo! Mi sa tanto che me lo comprerò

  2. che responsabilità abbiamo come genitori…ascoltare senza giudicare, incoraggiare reprimendo le nostre paure e soprattutto essere d’esempio quando neanche noi a volte sappiamo che strada imboccare…amare senza soffocare e seguire l’istinto e il buon senso forse ci aiuterà…per parte mia cerco di dare delle regole a mia figlia perchè mi piace l’idea che la apprezzino più per i modi educati che per beltà e simpatia (e vi assicuro che già questa è una battaglia dura visto il carattere testardo che si ritrova) ma dall’altra mi sforzo per quanto posso di offrirle degli stimoli diversi perchè maturi da sola interessi e predisposizioni…baci

    • Anche io cerco di trasmetterle regole e principi in modo che possa crescere libera di essere ciò che vuole…ma il ruolo della mamma è così complesso! ;) :)

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