Quando arriva un fratellino…

Eccoci di nuovo per l’appuntamento fisso con la psicologa Ilaria Bonora. Questa volta sono stata io a chiederle di trattare questo argomento perché ora più che mai mi interessa sapere quale sia il modo migliore per affrontare l’arrivo di un fratellino o una sorellina in famiglia. Voi avete già affrontato la questione? Com’è andata?

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“Scarlet è la mamma di Bob un bimbo di 4 anni e di Stuart di 3 mesi. Mi racconta che da quando è nato il secondo figlio, Bob si arrabbia in continuazione sfogando la propria frustrazione e rabbia picchiandola. Non lo fa con i coetanei e con nessun altro, solo con lei, e più raramente, con il papà “

“Candy ha un figlio di 4 anni e una figlia di 2 mesi e mezzo. In casa è in corso una “guerra” poiché il figlio maggiore non riesce ad andare d’accordo per più di cinque minuti con la sorellina, la riempe di pizzicotti e morsi. La mamma ha provato di tutto: punizioni, ricompense speciali, parlare, chiedere a lui di disegnare i loro sentimenti e sculacciate. Mi dice: “ Dottoressa, non ne posso più di tutta questa arrabbia. Cosa posso fare?”

L’arrivo di una nuova vita riempie tutti di gioia e felicità, ma quando in famiglia c’è già un bambino, ecco che i genitori iniziano a farsi domande su come affrontare l’argomento con il primogenito: quando comunicare la notizia, come riorganizzare gli spazi, come prevenire la gelosia, ecc. Le domande e le risposte sono talmente numerose che, spesso, si rischia di dimenticare il punto centrale di tutta la questione: il fatto che i bambini respirano lo stato d’animo degli adulti e, spesso, reagiscono di conseguenza. I genitori sono spesso preoccupati ed ansiosi per come potrà reagire il loro primo figlio a queste novità.
La nascita di un fratellino rappresenta la più comune forma di gelosia che possa manifestarsi in una famiglia. Il sentimento di gelosia è causato da emozioni di paura e insicurezza. Il bambino teme di essere meno amato e meno considerato rispetto all’altro. Può sentirsi insicuro del suo rapporto con i genitori, in modo particolare con la mamma. E’ probabile che diventi “fastidioso” perché preoccupato che i genitori possano e non volergli più bene come prima. Quando il bambino è geloso, non riesce a controllare razionalmente il suo comportamento perchè ancora troppo piccolo ed immaturo per gestire emozioni forti in maniera autonoma. Per farlo ha bisogno dell’aiuto di un adulto. Perciò è fondamentale cercare di comprenderne le caratteristiche ed evitare situazioni che possono peggiorarla.

E’ molto importante preparare il bambino alla nascita del fratellino, evitando, il più possibile che l’evento venga vissuto come inaspettato. Questo sarebbe un trauma troppo grande. E’ essenziale che siano i genitori a dire a loro figlio che arriverà un fratellino poiché venirlo a sapere da i nonni o da qualche amico potrebbe ripercuotersi sulla fiducia che ha in loro. Durante la gravidanza il primogenito intuisce che c’è qualcosa di nuovo, che qualcosa è cambiato in casa. Si accorge ad esempio del malessere della mamma, delle sue nausee, e dei controlli medici. È quindi necessario spiegare al figlio cosa sta succedendo, e raccontargli che tutto ciò si è verificato anche quando è nato lui. Alla nascita del fratellino è importante rassicurarlo dell’amore dei genitori. L’ansia dell’abbandono diminuisce se il piccolo riesce a immaginare che i genitori possono amare due fratelli allo stesso modo. I bambini vivono di “paragoni” e attraverso le differenze riescono a definirsi meglio. Si potrebbe rassicurare il bambino che l’amore dei suoi rimarrà invariato, raccontandogli episodi legati al periodo in cui lui era piccolo, cercando di stimolare ricordi, scene dove lui era il protagonista. In questo modo potrebbe essere rivalutato e affermato il passato tanto da poter aiutare il piccolo a tollerare un po’ meglio la presenza del nuovo venuto. Quando nasce il fratellino, chiaramente la mamma sarà occupata totalmente dal nuovo arrivato, in questo periodo sarebbe molto utile la presenza del papà che dovrebbe lasciare il neonato alla mamma e giocare da solo con il primogenito. I fratellini godono di vantaggi maggiori se l’amore viene distribuito separatamente. Il papà può avere un ruolo fondamentale nel far sentire il bambino importante ed amato, concedendogli privilegi speciali come, per esempio, un giro in macchina o in centro, o permettendogli di andare a letto un po’ più tardi del solito. Non ditegli che ora è diventato grande, potrebbe pensare che, se fosse più piccolo e bisognoso di attenzioni sarebbe meglio.
Quando la gelosia si fa sentire, alcuni bambini possono attivare delle strategie per riconquistare l’amore perduto. Per esempio:
può avere la tendenza a farsi “piccoli” come il fratello neonato ed avere atteggiamenti regressivi come volersi attaccare al seno, voler bere dal biberon, o farsi la cacca addosso.
può diventare nervoso, inquieto, iperattivo
possono insorgere eventuali sintomi somatici, il più comune è il disturbo del sonno
possono esservi comportamenti aggressivi anche verso il fratellino: pizzicotti, pugni, tirate di capelli.
In questi casi è facile, per i genitori spaventarsi e\o innervosirsi ma in realtà questi gesti non sono pericolosi ma una diretta espressione del loro stato d’animo. Sono sentimenti che è importante non reprimere troppo poiché i bambini potrebbero imparare a mimetizzare i propri sentimenti per non essere esclusi dall’amore dei genitori. E’ positivo parlare con il bambino delle emozioni che prova, cercando di capire sia le sue emozioni positive che quelle negative. Frasi utili potrebbero essere: “Capisco che è fastidioso dover aspettare che abbia mangiato tuo fratello”, o “che la mamma abbia cambiato il pannolino a tua sorella”, oppure “Capisco tu sia arrabbiato perché la mamma dedica molto tempo al tuo fratellino”, sono espressioni che gli fanno sentire di essere compreso dal genitore. Quando si renderà conto di ciò smetterà di mettere in atto comportamenti finalizzati ad esprimere le sue emozioni negative. Se da un lato è importante che i genitori riconoscano le sue emozioni, dall’altro potrebbe esserci la necessità che il bambino impari che non dovrà far male al fratellino. Per fare questo gli va detto chiaramente che, come genitore, il vostro compito è quello di proteggere i vostri bambini da chiunque voglia far loro male.
In ogni modo l’attenzione che un genitore può dare ad ognuno dei figli è diverso, poiché non vi è un figlio uguale ad un altro, si può amare un figlio per la sua dolcezza, l’altro per la sua simpatia etc. Importante per il genitore è chiedersi non quanto si ama ma come si ama un proprio figlio. Spesso i genitori hanno paura di fare delle differenze e temono di far soffrire un figlio quando si dedicano ad un altro. I figli percepiscono ciò e possono anche approfittare per conquistare privilegi. In realtà la serenità dei figli dipende molto dal fatto che si è insegnato loro che nella vita vi possono essere degli imprevisti e delle cose dolorose. Crescere bene significa anche acquisire la capacità di rialzarsi ogni volta che si vive una esperienza difficile. Il segreto è proprio aiutare il proprio figlio a guardare sempre in faccia la realtà e a imparare ad affrontarla accettandola.

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