Io e la mia mamma abbiamo uno Smartphone

Oggi la nostra psicologa Ilaria Bonora ci parla di bambini tecnologici e della loro voglia di utilizzare smartphone e tablet. Vediamo qualche consiglio…. :)

bimba_gioco_app_puzzle_foto_smartphone_iphone

Dori mamma di Nemo, bambino di 3 anni mi domanda “Mio figlio prende sempre il mio telefono, guarda foto, apre applicazioni, ecc… ma secondo lei dotteressa faccio bene a lasciargli in mano il mio telefono? gli fará male stare al telefono? Ci sono dei giochi o delle applicazioni fatte su misura per lui?”;

Doroty invece, mamma di Peggie, bambina di 5 anni mi dice “Quando io e mio marito andiamo fuori a cena, nostra figlia viene sempre con noi.. . Le diamo il in mano il tablet e lei non si muove da tavola”;

Pongo papá di Duchessa (4 anni) invece mi racconta che la bimba non guarda mai la tv, il telefono non sa cos’é e il computer lo potrá utilizzare quando avrá 18 anni.

Come potete intuire da queste domande-considerazioni il tema che vorrei trattare con questo articolo è relativo all’utilizzo che i bambini fanno di smartphone/tablet. Per motivi di tempistica, di spazio e di “non voler mettere troppa carne al fuoco” come si denota dagli esempi precedenti mi focalizzerò su bambini in etá pre-scolare, ma nulla ci vieta in futuro di fare una seconda parte di questo articolo e parlare anche del rapporto tra tecnologia e altre fasce d’etá, come quella scolare e adolescenziale.
Penso che tutti noi che abbiamo a che fare con i bambino notiamo che ad una certa età essi iniziano ad essere attratti da strumenti come smartphone tablet, pc. Ebbene, chi si documenta su quest’argomento avrà sicuramente capito che essi rappresentano una porta di accesso a tanti “pericoli” distribuiti in rete, ma anche a tante possibilità di crescita. I bimbi di oggi sono dei veri nativi digitali, e sono molto attratti dai nuovi dispositivi touchscreen. Siamo noi adulti i primi a far si che essi siano attratti da questi strumenti. Noi (chi più chi meno) usiamo il telefono anche per scrivere, navigare in internet, fare e guardare fotografie,ecc…e la curiositá dei nostri piccoli li invita a voler capire e a sperimentarli da soli. Talvolta diventando anche più bravi di noi nel loro utilizzo. Essi fanno parte del loro mondo. Proprio per questo é meglio educarli già da piccoli, a un uso corretto, piuttosto che vietarlo. Quando ad esempio il bimbo mostra curiosità verso il tablet\smartphone , magari perché vede mamma e papà usarlo, non c’è motivo di farlo sparire. A mio avviso è molto peggio vietarne l’uso e tenerli lontano dal piccolo poiché l’alfabetizzazione digitale, se gestita in modo corretto e consapevole da parte del genitore, è una grande opportunità e una risorsa preziosa. Quindi, è meglio insegnare al bambino a farne un uso responsabile piuttosto che esso scopra questo strumento più avanti nell’etá in assenza di un genitori e che lo possa dirigere verso un uso giusto e sano. L’adulto puó presentare il tablet\smartphone come un oggetto positivo perché esistono moltissime app educative e divertenti adatte anche ai più piccoli, intorno ai 2-3 anni.
Ce ne sono di tanti tipi e per ogni bisogno. Queste posso essere ad esempio:

• app educative dove il bimbo può imparare a disegnare (come “Imparare a disegnare è divertente LITE”)
• app per scoprire, conoscere, imparare (come “Animali dal vivo”, un’app in cui si conoscono le tante specie di animali; o “I colori parlanti” per imparare e riconoscere i colori)
• app per le una vita sana e corretta (ad esempio “Pepi Bath” per conoscere nozioni di igiene personale o “Toca House”, un gioco di abilità in cui i piccoli devono imparare a riordinare virtualmente una casa)
• fiabe narrate e illustrate, magari anche in movimento (come quelle della Fabbri Editore)
• semplici fotografie sono utili per insegnare al bambino il prima, il dopo, il tempo che cambia, oppure per immortalare luoghi o momenti per lui importanti.

Il punto centrale é quindi la scelta dei contenuti più adeguati in base all’età del bambino. L’utilizzo deve essere regolamentato con grande attenzione dall’adulto che dovrà stare attento a come il bimbo utilizzerà il tablet\smartphone e dovrà essere la guida nelle esplorazioni del figlio. Utili possono essere filtri e blocchi che limitino l’accesso a determinate applicazioni e alla navigazione sul web. Questi peró non rappresentano una garanzia sufficiente per lasciare il bimbo da solo con un dispositivo digitale tra le mani. La tecnologia non può sostituire mai, in nessun caso, gli occhi vigili di un adulto. Con i bimbi più piccoli, l’approccio giusto è quello di un utilizzo insieme, quando il bimbo cresce, invece, l’adulto può essere un osservatore presente, ‘silenzioso’ e meno invasivo. Osservare il bimbo e le sue reazioni aiuta a capire anche quando è il momento di dire “stop”. Ovvio che è meglio non lasciarlo “davanti” a un tablet\smartphone per più di un ora. È importante stare attenti anche a segnali fisici, come gli occhi rossi.
E’ essenziale dare delle regole per il suo utilizzo. Al bimbo deve essere chiaro, per esempio, che non può tenerlo in mano in ogni momento della giornata, o mentre qualcuno gli parla, quando si è tutti insieme o perfino a tavola, ecc.. . Ricerche in tal senso ci dicono che da un punto di vista cognitivo, se c’è anche solo di sottofondo, uno schermo il cervello si “distrae e diminuiscono le capacità da dedicare all’altro” e quindi la competenza sociale. La tecnologia non deve mai essere invadente, non bisogna mai dimenticarlo. Questa è una regola importante. Ogni bimbo deve giocare, correre, stare con gli amici e vanno valorizzate le relazioni con le persone anche grazie alle possibilità offerte dalle tecnologie stesse. È essenziale far capire che gli smartphone e i tablet sono solo “qualcosa di plastica e\o metallo” che ci possono aiutare o meno in base al modo in cui lo usiamo.

 

Related posts:

Bookmark the permalink.

6 Comments

  1. questa è la generazione dei figli dei tablet e degli smartphone… noi da piccoli non avevamo nemmeno il cellulare… bisogna adattarsi ma con cautela

    Nameless Fashion Blog

  2. Sono pienamente d’accordo! Mio figlio ora di venti anni ha visto entrare in casa il primo computer che ne aveva tre. Ovviamente ne è stato subito attratto e io insieme a mio marito gli abbiamo proposto giochi educativi che gli insegnavano cose, poi guardava il papà lavorarci… Insomma per me è stato positivo l’approccio, considerando che mio figlio al computer non ha mai passato il tempo a giocare ma crescendo si è interessato sempre di più al mondo informatico riuscendo a realizzare cose interessanti fino ad arrivare a breve alla laurea in ingegneria informatica! Quindi per me è vero che facendone un uso corretto non bisogna temere la tecnologia. Baci Elisabetta

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>