Gravidanza in salute

La gravidanza è uno dei periodi più belli per ogni donna ma è anche un periodo molto delicato. Per accompagnare ogni donna in questo percorso, la Fondazione Università Niccolò Cusano ha lanciato un’infografica molto carina che pone l’accento sull’importanza di affrontare i nove mesi in maniera corretta, per la salute di mamma e bambino.
Si tratta di una piccola guida che ognuna di noi potrebbe anche stampare e tenere con se; poche semplici regole e consigli rivolti ad ogni donna che sta vivendo questo periodo di dolce attesa, alle donne che stanno cercando di avere un bambino e anche ai futuri papà.

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Secondo quanto illustrato, la buona salute comincia dall’alimentazione che deve essere varia, sana e ricca, facendo attenzione all’assunzione di alcuni alimenti veicolo di germi causa di infezioni e tossinfezioni alimentari o agenti patogeni responsabili di patologie a carico del feto. Importantissimo poi è bere almeno 2 litri di acqua al giorno e assumere acido folico sotto forma di integratori sin dal momento in cui si pianifica la gravidanza per ridurre fino al 70% i rischi di difetti del tubo neurale e di altre malformazioni genetiche.
I futuri genitori dovrebbero inoltre dare la giusta importanza agli esami di screening prenatale, ovvero a quegli esami orientati alla verifica di rischio di gravi danni al feto durante le prime settimane di gravidanza.
Attualmente gli esami di screening di routine mirano all’individuazione di alcune malattie genetiche quali la sindrome di Down (Trisomia 21) e la sindrome di Edwards (Trisomia 18). Con il Bi-test si valuta la probabilità statistica che il feto possa essere affetto da una patologia cromosomica maggiore, e che si limita a suggerire o rafforzare l’idea di effettuare test diagnostici invasivi come la villocentesi o l’amniocentesi che permettono di fare uno screening prenatale completo ed attendibile al 100%.
Oggi è presente un ulteriore test di screening non invasivo e si tratta del test del DNA fetale. E’ un esame a pagamento, non è rimborsabile dal parte del Servizio sanitario nazionale e può essere eseguito solo privatamente. Con un semplice prelievo del sangue materno permette di valutare il rischio che il feto sia affetto da malattie genetiche, ma come il Bi-test, la presenza o l’assenza delle malattie genetiche indagate. Può però individuare il sesso del nascituro.

La Fondazione Università Niccolò Cusano si sta impegnando a finanziare la ricerca del QT lungo affinché in un prossimo futuro, lo screening prenatale sia possibile anche per questa sindrome permettendo di salvare vite umane. La sindrome del QT lungo è una rara anomalia cardiaca che può provocare l’arresto cardiaco. Ad oggi purtroppo non è diagnosticabile in fase prenatale su base genetica. Questa sindrome è tra le possibili cause del fenomeno delle morti in culla, dette anche SIDS, ovvero sindrome della morte improvvisa del bambino, che riguarda bambini entro il primo anno di età e conta in Italia circa 300 casi all’anno.
La Fondazione Università Niccolò Cusano si impegna ogni giorno per sostenere questo progetto; per altre informazioni in più potete visitare il loro sito. ;)

Infografica_QTlungo-01

 

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2 Comments

  1. Dolcissima questa foto di Nicole che accarezza la pancia!!!!!

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